c'è nell'immagine che proiettiamo di noi? Sembriamo soltanto o siamo davvero? Che cosa ne sanno gli altri di noi? O che cosa lasciamo che sappiano? E la visione è volutamente distorta in quanto speculare?
Bicocca
Fausto Melotti, La sequenza, Milano
giovedì 24 ottobre 2013
Bitmap # Proiezioni/01
Come ci perpeciscono gli altri? E, soprattutto, quanto di intenzionale
c'è nell'immagine che proiettiamo di noi? Sembriamo soltanto o siamo davvero? Che cosa ne sanno gli altri di noi? O che cosa lasciamo che sappiano? E la visione è volutamente distorta in quanto speculare?
c'è nell'immagine che proiettiamo di noi? Sembriamo soltanto o siamo davvero? Che cosa ne sanno gli altri di noi? O che cosa lasciamo che sappiano? E la visione è volutamente distorta in quanto speculare?
domenica 20 ottobre 2013
No brain no pain
Per un ripassino sulle funzionalità e sulle misteriose applicazioni del cervello, in caso di maltempo autunnale o di un'incipiente attacco di noia, si può visitare la mostra "Brain. Il cervello: istruzioni per l’uso" (www.mostrabrain.it), al Museo Civico di Storia Naturale, a Milano. Premesso che l'allestimento è opera di un imbecille (i pannelli con le scritte bianche su fondo salvia invitano all'uscita immediatamente, soprattutto perché si tratta dei termini più importanti, essenziali alla comprensione; per tacere delle decine di refusi...), i contenuti non sono male. Cioè, capendo poco o nulla di neuroscienze, questa infarinatura leggiadra su come funziona la materia grigia intrattiene l'astante per un'oretta, distribuendo anche un po' di conoscenza. E qualche stupore. Per esempio si impara qualcosa sui meccanismi neuronali che sono alla base della memoria o sulle risposte emotive a precise sollecitazioni. La ricerca lascia sperare che in futuro si riesca a comunicare col pensiero, per chi ne ha bisogno. Alla fine ci si può cimentare nello "Star tracing": si dovrebbe ricalcare il contorno di una stella guardando la propria mano riflessa in uno specchio, utilizzando la memoria procedurale. E lì, la mia connessione neuronale si è interrotta. Umiliante è dire poco. Come dice il proverbio, non capirlo sarebbe stato meglio.
sabato 5 ottobre 2013
martedì 1 ottobre 2013
Il mare rende tutto
Così si dice quando troviamo qualcosa di perso che abbiamo cercato a lungo, ovunque. E che importa se il mare rende 13 poveri cristi morti o 13 mila, anno dopo anno, onda su onda, come dice la canzone. Eppure c'è qualcuno, ancora, e perbene, che corre, tira fuori dall'acqua quelli che il mare ha restituito ancora vivi, li aiuta a respirare, regala loro una camicia, una mano, sulla spiaggia "di Montalbano" (ah beh, allora...). E poi li ributta triste nel mare di quello che resta della loro vita. Alcuni dei resi sono piccolissimi, speriamo non se ne ricordino.
sabato 28 settembre 2013
Dove non si tocca
Non è solo con l'inoltrarsi negli anni che ci si accorge che il proprio mondo si dissolve. Mi chiedo a volte come potrei sopravvivere alle persone
che mi hanno accompagnato; eppure succede, eppure è successo.
In un secondo si finisce dove non si tocca.
E impari in qualche modo a stare a galla: a volte si beve, manca il respiro.
Poi ci si assesta e la corrente fa il resto.
Quanto miseri mi appaiono i sostenitori del pregiudicato che urlano e dileggiano mentre un signore anzianissimo e ostinato cerca, ricordandoli, di ridare vita ai suoi "affetti radicati". Anche da vecchi l'assenza fa male.
che mi hanno accompagnato; eppure succede, eppure è successo.
In un secondo si finisce dove non si tocca.
E impari in qualche modo a stare a galla: a volte si beve, manca il respiro.
Poi ci si assesta e la corrente fa il resto.
Quanto miseri mi appaiono i sostenitori del pregiudicato che urlano e dileggiano mentre un signore anzianissimo e ostinato cerca, ricordandoli, di ridare vita ai suoi "affetti radicati". Anche da vecchi l'assenza fa male.
mercoledì 25 settembre 2013
Via Caprilli
Eccoli qua i quadri dei ragazzi terribili che colorano questa città senz'anima. L'ippodromo e i suoi cavalli da corsa sono stati per me solo una tangente temporanea. Riemergono ora inaspettatamente dal muro di cinta
di via Caprilli, trasformati e insidiati dalle ombre degli alberi
e dai benpensanti, che non li vogliono. Un chilometro di lingue rosse
e viola e gialle, volti inquietanti, bocche spalancate e fumi rabbiosi;
viene voglia di tornare a vederli, appena il cielo si incupirà di pioggia
e di inverno. Se ci saranno ancora.
di via Caprilli, trasformati e insidiati dalle ombre degli alberi
e dai benpensanti, che non li vogliono. Un chilometro di lingue rosse
e viola e gialle, volti inquietanti, bocche spalancate e fumi rabbiosi;
viene voglia di tornare a vederli, appena il cielo si incupirà di pioggia
e di inverno. Se ci saranno ancora.
domenica 22 settembre 2013
Iscriviti a:
Post (Atom)






