Fedele al proposito di non comunicare nulla di idiota (nei limiti...), non scrivo niente.
Avrei una serie di temi da trattare: il "passo indietro", la "fine della larghe intese" (magari!!), la legalità, il voto anticipato, la vergogna di andare all'estero e dover giustificare perché uno condannato in via definitiva per una gigantesca evasione fiscale non è in prigione, come dovrebbe, ma urla e piange e ricatta e vuole la grazia... i social network, i messaggi personali dell'account sui social network, le statistiche (che mi attirano come una calamita!), la poesia, Emmanuel Carrère, gli elenchi che stilo continuamente, a proposito di tutto. Appunto.
Troppo caldo.
Vado a rinfrescare i pensieri.
Bicocca
Fausto Melotti, La sequenza, Milano
mercoledì 7 agosto 2013
venerdì 2 agosto 2013
Siamo tutti (ir)responsabili
Download with AllDebrid
Eh... insomma...Lasciamo la parola a chi se lo merita.
http://www.youtube.com/watch?v=gkrnK0igAP0
Grazie a N. per avermelo ricordato.
martedì 30 luglio 2013
Nell'attesa
...
È il teatro di
sempre, è la guerra di sempre.
Fabbrica desideri la memoria
poi è lasciata sola a dissanguarsi
su questi specchi multipli.
Ma guarda -
tornano voci dalla foce - guarda da un'ora all'altra
come cambiano i colori, di grigio in verde, di verde
in freschissimo azzurro.
Amalo dunque - da cosa a cosa
è la risposta, da specchiato a specchiante -
il mio rammemorare
per quanto qui attorno si impenna sfavilla si sfa:
è tutto il possibile, è il mare.
Vittorio Sereni, 1913-1983, da Un posto di vacanza, 1974
Fabbrica desideri la memoria
poi è lasciata sola a dissanguarsi
su questi specchi multipli.
Ma guarda -
tornano voci dalla foce - guarda da un'ora all'altra
come cambiano i colori, di grigio in verde, di verde
in freschissimo azzurro.
Amalo dunque - da cosa a cosa
è la risposta, da specchiato a specchiante -
il mio rammemorare
per quanto qui attorno si impenna sfavilla si sfa:
è tutto il possibile, è il mare.
Vittorio Sereni, 1913-1983, da Un posto di vacanza, 1974
lunedì 29 luglio 2013
Salto nel tempo
Due ragazzine nel parco cittadino, sotto un temporale estivo, completamente fradicie, i capelli lunghi e gocciolanti sul viso, le canottiere appiccicate,
i pantaloncini da strizzare. Urlano, cantano, saltano, ridono, corrono come matte sotto la pioggia che appanna tutto. Sono tornate piccolissime. E sono immensamente felici, insieme, come una volta. Esce il sole.
i pantaloncini da strizzare. Urlano, cantano, saltano, ridono, corrono come matte sotto la pioggia che appanna tutto. Sono tornate piccolissime. E sono immensamente felici, insieme, come una volta. Esce il sole.
giovedì 25 luglio 2013
Via
Estate (ma non solo). Un'unica ossessione, il viaggio. Vedere, capire, ascoltare. Fotografare. Una sorta di respirone prima dell'apnea quotidiana che ormai segna il nostro tempo.
Sì, sì, il viaggio è la fuga, in tutti i sensi, una benedetta fuga. Per questo l'immobilità pesa, in qualsiasi sua forma: fisica, emotiva, mentale.
Maria Perosino in Io viaggio da sola precede ogni paura, anche la più grande.
È ora di andare, è ora di pensarci.
Sì, sì, il viaggio è la fuga, in tutti i sensi, una benedetta fuga. Per questo l'immobilità pesa, in qualsiasi sua forma: fisica, emotiva, mentale.
Maria Perosino in Io viaggio da sola precede ogni paura, anche la più grande.
È ora di andare, è ora di pensarci.
martedì 23 luglio 2013
Le passioni salvifiche
La risposta è qui. Ci occupiamo solo di noi e del nostro microcosmo. Questa è la luna impassibile che splendeva stanotte, piena, d'oro e magnetica. Abbandonata ogni indignazione, dimenticato ogni altro pensiero, l'ho immortalata.
Ho bisogno di un obiettivo 70/300. Anche Sigma va bene, non ho la pretesa che sia Canon. L'importante è che sia stabilizzato, attacco Canon. Chissà se Babbo Natale ogni tanto visita il mio blog...
Ho bisogno di un obiettivo 70/300. Anche Sigma va bene, non ho la pretesa che sia Canon. L'importante è che sia stabilizzato, attacco Canon. Chissà se Babbo Natale ogni tanto visita il mio blog...
lunedì 22 luglio 2013
E poi?
Rinascessi, mi occuperei di sociologia. Ovviamente non riuscirei mai a tradurre bene i concetti come Ilvo Diamanti, ma mi sentirei più consapevole. Forse riuscirei a spiegare a me stessa il processo evolutivo, anzi, involutivo, di questa mia povera patria così persa, così stremata, così precipitata. Capirei meglio perché le fabbriche chiudono, perché Dolce & Gabbana evadono, perché Alfano è ministro dell'Interno, perché Pompei crolla, perché il PD ha stravinto - suo malgrado - alle elezioni amministrative, perché serve una "moratoria sui temi etici", perché non voglio più lottare per "cambiare dall'interno", perché abbiamo rinunciato. E poi?
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